Come la vanità, nel 2017 il tatuaggio è “donna”

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E pensare che fino a qualche decenni fa non avremmo mai pensato che da una ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità avrebbe dato come risultato una prevalenza di donne tra le persone che si fanno tatuare. Lo studio è stato condotto nella scorsa primavera grazie alla collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto di ricerche e analisi di mercato IPR Marketing. Per questa rilevazione sono stati intervistati 8 mila soggetti circa con un età superiore ai 12 anni. La ricerca ha avuto come scopo quello di andare ad identificare la percentuale di persone che si sono tatuate e la percentuale più  alta risulta essere quella rappresentata dalle donne. Tra gli intervistati il 13,8% delle persone che hanno dichiarato di avere tatuaggi sono di sesso femminile. Gli uomini tatuati tra gli intervistati sono invece l‘11,7%. Negli anni la concezione del tatuaggio è andata cambiando trasformandosi da simbolo di discriminazione a segno indelebile dal significato personale, così che i tatuaggi oggi rappresentano delle vere e proprie opere d’arte e per molti un modo per comunicare qualcosa attraverso questi segni tatuati sulla pelle. È come se ci trovassimo di fronte ad un nuovo modo di far poesia, una poesia di simboli che restano impressi sulla pelle e possono con tempo evolversi e trasformarsi in qualcosa di diverso.